Cenni storici e artistici

La chiesa parrocchiale di Villa Poma risale al 1460 ed è intitolata a San Michele Arcangelo. Ha fatto parte del vicariato di Revere fino all’1/07/1967, quando è passata sotto il vicariato della Madonna della Comuna. La chiesa parrocchiale è un misto di romanico-gotico; è stata restaurata nelle strutture principali, tinteggiata di nuovo, rifatto completamente il sagrato in ciottoli di porfido. E’ dotata di un organo settecentesco, di un concerto nuovo di cinque campane, di un impianto termico e di audizione. Recentemente il presbiterio è stato adeguato architettonicamente alle norme liturgiche conciliari, con la costruzione di un nuovo altare e la posa dell’ambone. All’interno della Chiesa sono visibili 12 tele dell’artista di origine villapomese Claudia Bombarda, riportanti gli episodi fondamentali della storia della salvezza; vi sono due opere del maestro quingentolese Lanfranco (L’arcangelo San Michele e il Cristo Pantocrator). Infine è da menzionare una Via Crucis settecentesca che alcuni studiosi fanno risalire alla scuola del Bazzani, altri all’ambiente veronese dei Cignaroli.

(notizie tratte dai Quaderni Villapomesi 3,4 e 8, editi rispettivamente nel 2004, 2005 e 2009 dalla Parrocchia di Villa Poma)

Il tesoro artistico delle parrocchia è rappresentato dall`Oratorio dedicato all’apostolo Andrea in località Ghisione, costruito sul luogo occupato in precedenza da una villa romana. La struttura, sostanzialmente intatta, è romanica e risale alla fine dell’XI secolo. La parte più antica dell’oratorio è costituita dalle tre absidi, dai muri laterali e da una piccola parte della facciata, mentre il campanile fu aggiunto verso la fine del XV secolo. All`interno sono visibili pochi resti di decorazioni. Il primo documento che cita espressamente la chiesa di Sant’Andrea è la vendita al monastero di San Bendetto nel 1117 di una porzione della corte di Mullo, ceduta da Alberto e Matilde di Coenzo. In quell’anno il documento ricorda che la chiesa esisteva già. L’atto di vendita (conservato tra i documenti dell`ex monastero di S. Benedetto in Polirone) attesta che il Monastero di San Bendetto acquistava da Alberto Di Coenzo e da sua moglie Matilde alcune proprietà (prima ereditate da Bernardo, padre di Alberto), tra le quali una chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo. Un importante restauro ha recuperato la Chiesa e ne ha consentito la riapertura al pubblico il 30 novembre 2000.

(notizie tratte dal Quaderno Villapomese 2, “L’oratorio di Sant’Andrea a Ghisione”, edito nel 2003 dalla Parrocchia di Villa Poma)
 

S. Andrea di Mauro Previdi, rivisitazione del dipinto di Sebastiano Conca

Il patrono San Michele Arcangelo

Il patrono e titolare della parrocchiale è San Michele Arcangelo, che la Chiesa festeggia il 29 settembre. Il nome Michele in ebraico significa “Ma chi è mai forte come Dio?”. Esso è venerato non solo da cattolici e ortodossi, bensì lo onorano anche ebrei e musulmani. L’iconografia lo rappresenta in veste di soldato e munito di spada sguainata, a simbolo della potenza di Dio. La geografia del culto all’arcangelo è molto vasta: famoso il santuario dedicato a San Michele a Monte Sant’Angelo in Puglia, da cui la sua venerazione si è estesa nel Nord Italia. Infatti nella Puglia garganica il culto all’arcangelo risale a tempi antichissimi, ma la sua fama si diffuse grazie ai Longobardi che l’8 maggio 663 riportarono una prodigiosa vittoria sui saraceni; tale vittoria venne ascritta proprio all’intervento protettivo del guerriero celeste San Michele. Così, grazie ai Longobardi, anche la Lombardia poté conoscere e accogliere il culto all’arcangelo. Saint-Michel in Normandia divenne invece centro propulsore di questa devozione per i popoli germanici. Michele, in sintonia con i testi biblici (a lui si accenna sia nel Primo che nel Nuovo Testamento), è venerato come guerriero, difensore e protettore vincitore del dragone infernale. Nella chiesa parrocchiale di Villa Poma sono visibili due immagini del santo patrono: il rosone, risalente agli anni ’80 che raffigura l’arcangelo come un guerriero, armato di tutto punto, con uno spadone snudato pronto a lanciare fendenti e il volto severo; vi è inoltre il quadro di San Michele del pittore mantovano Lanfranco del 2001. Qui San Michele è rappresentato con il volto giovane e sereno, rivestito di una simbolica armatura, sospeso tra cielo e terra, con la spada semi nascosta che vuole difendere tutti gli uomini dal maligno.

(notizie tratte dal Quaderno Villapomese 5 “La devozione a San Michele oltre Villa Poma e oltre il Cristianesimo”, edito nel 2006 dalla Parrocchia di Villa Poma)

 

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