Gruppo Carità Giustizia e Pace

Cammino formativo Gruppo Carità Giustizia e Pace

La Carità della Comunità e nella Comunità

 

Da Matteo 25, 34-40

 

 

34 Allora il re dirà a quelli alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Ho avuto fame infatti e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti da me”.

 

37 Allora gli risponderanno i giusti dicendo: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo sfamato, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 e quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo ospitato,

 

o nudo e ti abbiamo vestito? 39 e quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti da te?”.”

 

40 E rispondendo il Re dirà loro: “In verità vi dico: ogni volta che lo avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, a me lo avete fatto”.

 

 

Domande

 

Qualunque cosa avremo fatto ai più deboli e ai più poveri della nostra comunità, l’avremo fatta a Gesù. Non si può amare veramente un Dio apparentemente “lontano” se non lo si ama anche attraverso le sue creature che sono a noi “prossime”. Il nostro Dio non gradisce olocausti e sacrifici, ma la sincerità dei cuori e gli animi generosi.

 

Se la testimonianza della carità non viene percepita dalla comunità, non riesce a svolgere il suo ruolo educativo mediante il buon esempio e la coerenza tra ciò che si annuncia e ciò che si fa. Occorre quindi ripensare a come rendere evidente, in modo adeguato, la testimonianza della carità, a come “introdurre” la carità nella attività liturgica e in quella catechistica.

 

  • L’amore preferenziale per i poveri è una dimensione effettiva e costante della nostra pastorale parrocchiale?

  • Il Consiglio Pastorale mette a tema l’impegno caritativo e la pedagogia della carità?

  • In Parrocchia ci sono esperienze di volontariato? Se sì, quali? Sono sostenute da motivazioni sociali o anche di fede? Viene curata la formazione dei volontari?

  • Quali sono le principali situazioni di sofferenza, indigenza, disagio ed emarginazione di cui ci si fa carico?

  • Quale attenzione viene data agli immigrati che sono in costante aumento? Oltre alle loro esigenze materiali, si tengono presenti anche quelle culturali e religiose?

  • Oltre alla beneficenza occasionale, si cerca di promuovere una cultura della solidarietà e della giustizia?

  • Si cerca di educare tutta la comunità a uno stile di vita sobrio e accogliente?

 

 

Una risposta a Gruppo Carità Giustizia e Pace

  1. Invito i visitatori del sito a provare a rispondere alle domande dopo aver riflettuto sul brano, lasciando commenti in merito. Dei contributi pervenuti verrà tenuto conto nelle riflessioni del Gruppo Caritas, il quale si propone cammini ed iniziative di Carità sempre più pertinenti ai bisogni della comunità di Villa Poma.
    Il responsabile del Gruppo, Deanna Calciolari

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