Gemellaggi

14 Maggio 2014

A partire dall’Aprile 2013 sono state inviate, in varie regioni, lettere alle parrocchie dedicate a “S. Michele” al fine di raccogliere fondi per il ripristino della nostra chiesa parrocchiale.

Tra quante hanno risposto alla richiesta di aiuto c’è la parrocchia di Monzambano. Cosa bella è che in questi giorni abbiamo avuto notizia dell’intenzione di avviare un gemellaggio tra parrocchie. I contatti sono appena iniziati, ma si spera di concretizzare al più presto.

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1 Giugno 2013, ore 17.30, la Basilica S. Barbara di Mantova è gremita e in attesa dell’imminente incontro con il Vescovo di Mantova Mons. Roberto Busti. Titolo dell’incontro: “Il terremoto 1 anno dopo – la chiesa di Mantova ringrazia chi c’è stato e chi continuerà ad esserci”.

La visione del filmato che ha anticipato gli interventi previsti ci ha riportati indietro nel tempo: non che avessimo dimenticato…, le immagini hanno amplificato il ricordo.  Non importa se le macerie, le crepe che vedi non sono quelle della tua Chiesa, non importa se le forme di formaggio drammaticamente rovesciate non appartengono al tuo caseificio, non importa se la casa sventrata non è la tua o quella dell’amico e non importa nemmeno dove sono allestite quelle tende che vedi  …  ognuno, rivive il “suo” terremoto.

All’incontro sono state invitate le autorità civili dei Comuni colpiti e di tutta la Provincia, coloro che a vario titolo sono intervenuti a favore dei Paesi terremotati e le parrocchie che a questi si sono gemellate. Al primo intervento, effettuato dal Vicario Episcopale per i beni della Diocesi di Mantova, Mons. Claudio Giacobbi, hanno fatto seguito le testimonianze del rappresentante della Caritas Italiana, don Francesco Soddu, del Presidente della Provincia Alessandro Pastacci, del Prefetto reggente Angelo Araldi, dell’Assessore Regionale Paola Bulbarelli, del Sindaco di Moglia Simona Maretti, del Parroco di Sermide don Renato Zenezini, dell’arch. Francesco Martone, vigile del fuoco del nucleo Ncp. Ognuno ha esposto l’esperienza vissuta a partire dal ruolo ricoperto e in tutti gli interventi si è colto la professionalità nell’affrontare le situazioni che ha permesso loro di risolvere tanti e gravi problemi concreti. Nessuno, però, ha potuto tralasciare di ricordare che, accanto alla competenza, hanno sentito, da parte delle persone, una richiesta di “umanità”: ci hanno detto di quanto fosse stato importante fare un gesto di solidarietà, di quanto fosse desiderata una parola di conforto, di quanto fosse necessario far sentire che nessuno era dimenticato.

Mons. Roberto Busti ha ricordato le sue visite alle varie parrocchie terremotate e ha espresso gratitudine a tutti coloro che ci sono stati e continuano ad esserci vicini. Un particolare ringraziamento è stato rivolto alla Caritas e alle parrocchie gemellate. In rilievo è stato messo il contributo dato dalla parrocchia di “Sant’Anna Mare-Rouge” di Haiti, il Paese più povero delle Americhe, dove la vita è possibile solo se la natura è magnanima e dove il terremoto di tre anni fa, il colera del 2011 e il ciclone Sandy dello scorso anno, hanno cercato di mettere in ginocchio uomini e donne. Nonostante la grave condizione economica in cui si trova, la gente di Haiti ha dato dimostrazione di solidarietà. Ad una ragazza haitiana il Vescovo ha consegnato un dipinto della Madonna delle Grazie.

Dopo i ringraziamenti, Mons. Busti ha auspicato che, a distanza di tempo, non si venga dimenticati.

In Piazza Sordello, insieme agli animatori dei Grest estivi parrocchiali, si è fatto un momento di preghiera.           Gradita la “risottata” offerta a tutti i presenti nella bella cornice della Piazza.

All’appuntamento con il Vescovo Roberto sono intervenuti anche amici (così li possiamo ormai chiamare noi Villapomesi) di Fopponino (MI) e di Buccinasco (MI), parrocchie a noi gemellate.  In precedenza hanno visitato la mostra “Cento quadri per la chiesa terremotata di Villa Poma” allestita nei locali di San Barnaba a favore della nostra parrocchia: offerta di quadri in cambio di una donazione.

– mostra in San Barnaba – 

 

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I frutti dei gemellaggi

Il terremoto è stato per tutti noi un’esperienza forte, terrificante che ha lasciato il segno non solo sulle case, sulle fabbriche e sulle chiese, ma anche nell’animo di ciascuno di noi.

Il terremoto però, oltre la distruzione e la morte, ci ha offerto occasioni per riflettere su alcuni valori che stavamo dimenticando e ci ha fatto incontrare altre comunità cristiane la cui testimonianza ci ha arricchito nella fede e ci ha aiutato a riflettere sulla chiesa-comunità e a capire la Parola di Dio in modo nuovo.

Le parrocchie che ci stanno aiutando e che volontariamente si sono gemellate con noi sono:

1-      La Parrocchia di S. Adele di Buccinasco (MI)

2-      La Parrocchia S. Anna di Mare-Rouge di Haiti

3-      La Parrocchia di S. Francesco d’Assisi al Fopponino in Milano

4-      La Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Pogliano Milanese

5-      La Parrocchia S. Francesca Cabrini di Lodi

Questi gemellaggi ci hanno fatto riscoprire e toccare con mano il vero volto della Chiesa. Una Chiesa che, per amore di Cristo, si sente famiglia, si sente solidale, vive la carità e la comunione. Una chiesa che si ispira alle prime comunità cristiane dove c’era condivisione di fede, di preghiera e di beni. Questo ci ha permesso di riconoscerci fratelli e di riunirci attorno alla stessa mensa della Parola e dell’Eucarestia.

Quando parliamo di Chiesa, non pensiamo solo in negativo perché c’è una chiesa viva, missionaria, aperta a tutti, testimone di carità, in ascolto della Parola di Dio ed impegnata a testimoniarla.   Noi l’abbiamo incontrata.

Tutte le comunità che abbiamo incontrato ci hanno testimoniato questo. La Parrocchia S. Anna di Mare-Rouge di Haiti è per tutti noi motivo di profonda riflessione.

Con la loro generosità queste comunità cristiane ci stanno aiutando a riparare la chiesa di mattoni, ma soprattutto ci stanno insegnando che la vera Chiesa è la nostra comunità. C’è sempre il rischio di dare più valore alla chiesa edificio che alla Chiesa comunità di persone convocate dal Signore. Sappiamo che la chiesa edificio ci aiuta a pregare meglio, ma i primi cristiani si riunivano a celebrare l’Eucarestia nelle case e nelle catacombe e la loro fede, la loro testimonianza fino al martirio, la loro comunità ed il loro numero cresceva ogni giorno. Quando hanno cominciato a costruire basiliche e cattedrali non sempre la fede è cresciuta.

Il terremoto ci ha reso più poveri, ci ha tolto qualcosa forse perché potessimo riscoprire l’essenziale. Gesù ha pregato ed ha annunciato il Vangelo non avendo neppure una pietra su cui posare il capo.

Chi preferisce andare in altre chiese per ‘pregare meglio’ o per celebrare i sacramenti, abbandonando la sua comunità, dovrebbe riflettere sulla maturità della sua fede. Gesù ha detto: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Dove c’è una comunità riunita, lì è presente il Signore. Questo è l’essenziale, tutto il resto è contorno.

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